Scritti e Casi

Visto per studio e silenzio dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad

Nota a TAR Roma, sez. II, sentenza 26 marzo 2026, n. 5680. Nota su una decisione del TAR Roma riguardante il silenzio dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad e del MAECI rispetto alla richiesta di fissazione di un appuntamento per completare la procedura di visto per motivi di studio.

Scritto da Avv. Dorina MerdiniTAR Roma, sez. II · Sentenza 26 marzo 2026, n. 5680Pubblicato 27 giugno 2026 · Pagina aggiornata 28 luglio 2026
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Il caso riguarda una procedura di visto per motivi di studio nella quale il richiedente, cittadino pakistano, aveva formalizzato un’istanza volta a ottenere la fissazione di un appuntamento presso l’Ambasciata d’Italia a Islamabad per completare il procedimento di richiesta del visto.

La questione non riguardava direttamente il rilascio del visto in sé, ma il silenzio dell’amministrazione rispetto alla possibilità di accedere all’appuntamento necessario per perfezionare la domanda. In una materia come quella dei visti per studio, il fattore tempo può assumere un rilievo determinante: la preiscrizione universitaria, le scadenze accademiche e l’organizzazione del trasferimento in Italia possono essere compromesse da ritardi o mancate risposte.

Nel giudizio davanti al TAR Roma, l’amministrazione ha documentato nelle more l’avvenuta fissazione dell’appuntamento richiesto. Il Tribunale ha quindi dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l’interessato era stato posto nella condizione di inoltrare la domanda di rilascio del visto dopo la preiscrizione universitaria.

La decisione è rilevante perché consente di distinguere con precisione due piani diversi: da un lato il diritto a vedere avviata e resa possibile la procedura attraverso un appuntamento consolare, dall’altro l’esito finale della domanda di visto, che resta oggetto di autonoma valutazione da parte dell’amministrazione competente.

Il caso conferma l’importanza di documentare correttamente le richieste inviate, le diffide, le comunicazioni con l’autorità consolare e ogni elemento utile a dimostrare l’inerzia o il ritardo dell’amministrazione. In presenza di silenzio o mancata fissazione dell’appuntamento, la tutela legale deve essere valutata con attenzione, tenendo conto dei tempi del procedimento, della documentazione disponibile e delle esigenze concrete dello studente.

La nota ha finalità informativa e non sostituisce la valutazione del caso concreto. Ogni posizione richiede l’esame degli atti, delle comunicazioni inviate e ricevute, della documentazione universitaria e delle tempistiche effettive della procedura.

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